ancora un personaggio....
Caterina - Avevo un orgoglio gonfio, un cuore insolente e la mia ragione anche di più, sempre pronta a rispondere parola con parola, cipiglio con cipiglio, ma ora basta voglio spegnere questo orgoglio e aprire il mio cuore all’amore. La solitudine non fa per me, voglio essere corteggiata amata, è tempo di deporre le armi , è tempo di lasciarsi coinvolgere, è tempo di costruire. La mia arroganza non h più senso, troveremo insieme un futuro per tutti e due, e sarà come ce lo costruiremo, sarà il futuro che sceglieremo insieme ad accompagnarci nella vita.
Ciao a tutti, sono Alle.
RispondiEliminaChiara, come promesso ho scritto una scena, che potrebbe essere anche la scena finale, non saprei. Cioè, se non la scena finale, la scena di Shakespeare che alla fine fa capire quello che si diceva: che le storie sono tutte "staccate" eccetera. Ho anche inserito, come battuta finale, la citazione del fiume e delle pozzanghere, che mi piace particolarmente. Questo, in conclusione, per esprimere la mia idea, su come la vedo la mia parte. In questo senso, secondo me Shakespeare concluderebbe bene tutta la "storia" (anche se non è una unica) e si riuscirebbe a dargli un senso.
Io la posto, domani comunque te la do a teatro. Ovviamente, se hai correzioni, suggerimenti o quant'altro (anche per dire "fa schifo, buttiamola"), sottopongo la scena alla tua supervisione.
Shakespeare: La musica sfuma sui personaggi, con le loro vite, le loro storie, i loro sentimenti. Ognuno di essi è un compagno, un amico, un semplice conoscente; ognuno di essi lascia qualcosa, dopo il suo passaggio. Le parole si scontrano, le vite si incontrano e creano nuove storie. Le ho trovate, sono le storie che cercavo. Una nota in più a fondopagina, che segna che qui, tra queste strade, è passato qualcuno. C'è ancora il rumore dei loro passi, l'eco dei loro ricordi. Ci sono ancora loro, vivi e presenti, come un ricordo impresso forte nel cuore. Sono queste le storie che cercavo. Diverse, nuove, apparentemente estranee l'una all'altra. Ma lo scorrere delle stagioni non è altro che il susseguirsi di storie. Così, la storia di ognuno, è una storia che vive da sola, senza bisogno di altre storie, se non di quelle che incrocia.
Amleto: (entrando) Essere o non essere, questo è il problema. Vivere la propria vita, la propria storia, come una storia diversa dalle altre. Forse è così, che avrei dovuto vivere, seguendo la mia strada.
Ofelia: (entrando, vede Amleto): Amleto!
Amleto: Ofelia!
Ofelia: Che cosa ti è successo?
Amleto: Ofelia, mia cara. Non sono più io, non è questo l'Amleto che vorresti con te.
Ofelia: Non sei più tu, Amleto, non ti riconosco.
Shakespeare: La storia cambia, segue il suo percorso. Qualche volta, la storia decide di intraprendere una strada burrascosa, senza sapere cosa la aspetta oltre la prossima curva. Ma la storia è e rimane sempre e solo una storia. Una favola, un racconto sentito in piazza, forse una voce... Si rischia di buttarcisi dentro per vivere nelle storie, piuttosto che vivere la propria vita. Così, la storia si confonde con la vita, illudendo tutti che sia realtà. Ma è solo un'altra storia.
Amleto: Non sono più io, non sono più lo stesso Amleto che hai incontrato una volta. Lasciami, Ofelia, lasciami qui, da solo.
Ofelia: Amleto... (esita, poi esce)
Shakespeare: Ci si illude che la storia possa incrociarsi con altre storie, fondersi insieme ad esse. La verità è che ognuna viaggia solitaria, con l'illusione che, qualche volta, possa accadere qualcosa di nuovo. La forza sta qui, proprio nel non far morire la propria storia, non far morire la propria vita.
Amleto: Qui si conclude tutto, questa è la mia fine. Racconteranno di me, di Amleto, principe di Danimarca, che ha inseguito cose vane e si è avventurato sulla via della pazzia. Non c'è nessuno che possa consolarmi, in questo momento. La mia storia finisce in solitudine. Una storia sbagliata.
Shakespeare: (in proscenio) Così, alla fine, tutte le storie arrivano al burrone. Buttarsi e rischiare, o lasciare che finisca così? Ma prima o poi, il tempo finisce. Questo tempo, che non è più un fiume che scorre, ma solo un susseguirsi di pozzanghere, una dietro l'altra.
Alle
Non per criticare Alle ma sembra proprio che questo "finale" sia completamente alieno a tutto quello che riguarda la sfera che compone il rapporto tra Amleto e Ofelia sia nell'opera originale sia in quello che abbiamo progettato noi....mi sembra troppo fuori "tutto" . fuori luogo, fuori contesto e fuori dai personaggi: Amleto non parlerebbe mai così ad ofelia; non sarebbe Amleto, non ammetterebbe mai che sia colpa sua, che è lui a sbagliare e che lui non è più "quello che"...per Amleto è il mondo a non funzionare non lui. Ofelia inoltre laritroviamo completamente pazza epiena di odio fino a suicidarsi...bho....non mi dispiace la parte delle battute di Alle personaggio ma il contesto di scena Amleto/Ofelia secondo me non funziona e creerebbe più danno allo spettacolo che altro.
RispondiEliminaPedro