mercoledì 25 marzo 2009

ecco qui il primo tempo definitivo entro la settimana ci sarà enche il secondo tempo.... credo che ci siano tutti i personaggi, se manca qualcuno vediamo venerdì, manca qualche nome che non sapevo....intanto controllate e stampate Chiara Mori






 





Around Shakespeare





Personaggi                                                        Interpreti





Amleto                                                               Matteo Pedroni


Ofelia                                                                 Jessica Bentivogli


Amica di Ofelia                                              Claudia


Oberon                                                           Marco Marchioni


Titania                                                           Lisa Bonacini


Puck                                                               Marco De Angelis


Giornalista                                                  Alessandro di Rosa


Ermia                                                           Deborah Ghibellini


Elena                                                         Giulia Venturelli


Giulietta                                                       Martina Andreozzi


Balia                                                           Ada Del Regno


Romeo                                                     Giuseppe Ferrera


Otello                                                        Tommaso Montipò


Iago                                                          Davide Bacchi


Desdemona                                           Nicole Sandri


Emilia                                                        Marisol


Rosario                                                   Filippo Cimatti


Guildestern                                            Luca Cornia


Re Lear                                                  Luca


Tre figlie di Lear


Caterina                                               Laura Squarzina


Petruccio                                             Ettore Alessi



Tre streghe                                         Fabiana Pinotti


                                                              Federica Mazzola


                                                             Andrea Buzan


Fata                                                     Simona Montipò








Canzoni                                                         Elisa Malverti


Collaboratore                                              LucaDegli Antoni


Regia                                                     Chiara Mori


Aiuto regia                                              Margherita Zanardi





Insegnanti                 Paola Nicolai        Francesca Plantamura





immagini video


regia Valentina Arena

















Siamo in una fabbrica abbandonata, musica a volume altissimo, un gruppo di ragazzi balla musica hiphop , è tutto piuttosto scuro, i ragazzi sono come delle ombre. E’un rave party, alla fine si sentono le sirene della polizia e si vedono i lampeggianti blu, i ragazzi urlano e scappano via in una gran confusione, Fuori campo si sentono le voci concitate dei poliziotti


Voce 1.- Dì là, sono andati di là


Voce 2:- No eccoli, stanno scappando


Voce 3:- Prendilo quello


Rumori di sgommate di automobili, voci concitate dei ragazzi che scappano, intanto sul palco sale la luce molto lentamente e si fa chiaro come se fosse l’alba, per terra cartacce, lattine vuote, fogli di giornale,


entra Desdemona seguita da Bianca, si guardano attorno circospette, passano furtivamente ed escono dall’altra parte del palcoscenico, a Desdemona cade dalla tasca un fazzoletto bianco








Giornalista- Allora dammi le parole del silenzio, le parole che viaggiano dalla testa al cuore e ritornano, quelle che non si confessano nemmeno a se stesse, o che si dicono solo all’amico più caro, o alla propria immagine specchiata nel fiume, le parole dei segreti, dei pensieri pensati, smascherati, sincere da far male, vere, sono queste le parole che voglio, dammele realtà, le modellerò se posso, in storie che nessuno ha raccontato, storie nuove.


Ecco le parole che avanzano tutte insieme, libere di farci piangere, sorridere, di farci bene al cuore, libere di esistere nei nostri occhi, nella nostra testa, nelle orecchie che ascoltano





VIDEO





Entrano le tre streghe, sono interdette, si fermano sulla soglia e guardano attonite, il giornalista le guarda, lascia cadere un fazzoletto bianco e scappa via





Strega 1- Chi era quello?


Strega 2 - Mah, girano tipi strani da queste parti (vede il fazzoletto per terra) ah, meno male, eccolo


Strega 3 – Wow, non credevo proprio che riuscissimo a trovarlo


Strega 1 - Adesso puoi fare la divinazione, dai


Strega 2 - Prende il fazzoletto e comincia a fare gesti magici sul fazzoletto che ha raccolto


Strega 3- Cosa vedi?


Strega 2- E’ tutto confuso, non capisco bene, sembra che lei sia stata ingannata, sembra che girino un sacco di bugie


Strega 1- Riesci a vederlo lui?


Strega 2 – No, decisamente le mie capacità divinatorie si sono inceppate, buio, buio totale


Strega 1- Andiamocene da qui, sento delle vibrazioni negative


Strega 3 – Hai ragione la mia pietra è diventata scura vuol dire forze del male si stanno avvicinando (escono)





Entrano Rosario e Guildestern


Rosario- Secondo te perché Amleto ci ha chiamato?


Guildestern- Come faccio a saperlo, non ci ha detto niente, sicuramente è successo qualcosa comunque il messaggio non diceva più di tanto, domani mattina, là


Rosario- In effetti sembrava strano


Guildestern - Sta a noi scoprire il perché


Rosario- Il perché


Guildestern - Esattamente


Rosario-. Esattamente cosa


Guildestern - Esattamente perché


Rosario- Esattamente perché cosa?


Guildestern - Cosa?


Rosario- Perché?


Guildestern - Perché cosa esattamente


Rosario - Perché ci ha chiamato


Guildestern - Esattamente perché ci ha chiamato?


Rosario- Non lo so


Guildestern - Aspettiamo


Rosario- Aspettiamo


Guildestern – No





Entrano Iago con Otello


Jago -Dai Otello non pensarci più!


Otello - Mi stai facendo diventare matto!


Jago - Ma dai, cosa dici?


Otello - Attento a te, se dici delle cose su Desdemona devi esserne certo, mi devi portare le prove. Dammi le prove, che io possa vederle con i miei occhi.


Jago - Ricordati, a pensare male si è spesso nel giusto.


Otello - No, no, dammi una ragione plausibile, che mi convinca che lei mi tradisce!


Jago - Ieri sera Cassio aveva bevuto, e mentre era accasciato per terra gli ho sentito dire: “Desdemona mia dolce”, stiamo attenti, dobbiamo nascondere i nostri sentimenti!"


Otello - Ah, ma è mostruoso! Mostruoso! La farò a pezzi!


Jago - Ma questo non vuole dire ancora niente, ma senti un po’ Desdemona non possiede per caso un fazzoletto con sopra ricamate delle fragole?


Otello - Certo gliel'ho regalato io. È stato il primo mio pegno d'amore.


Jago - Io non lo so: ma con quel fazzoletto - era quello, sono sicuro oggi m'è sembrato di vederlo in mano a Cassio. Però adesso stai calmo, sono certo che c’è una spiegazione a tutto.


Otello - Oh, sangue, sangue, sangue! fa' che in capo a tre giorni io ti senta dire che Cassio è morto.


Jago - Come vuoi, io ucciderò lui, ma… lei non ammazzarla.


Otello - Puttana! Ora vieni con me. D’ora in poi Jago, tu sarai il mio luogotenente. (esce)


Jago - Io vi sarò sempre fedele, signore. La gelosia, il mostro dagli occhi verdi! Verserò dentro il tuo orecchio la peste nera del sospetto, tingerò la virtù con il colore della pece e mi servirò della rete della bontà per acchiapparti Otello.








Giornalista - L'arte attorale non è come l'arte culinaria. Non esistono libri di ricette: usa questi ingredienti, fai questa sequenza di operazioni e otterrai il seguente risultato. Nell'arte attorale l'ingrediente è l'essere umano nel suo insieme, non può essere scomposto. Ogni essere umano è diverso. Ogni essere umano ha un solo e un solo modo di condurre la sua vita







Balia – Perché mi hai fatto venire fino qui


Giulietta – Sai cosa è successo qui ieri sera?


Balia – No, sai se nessuno mi dice niente


Giulietta – Adesso ti racconto, ieri sera, qui, proprio qui, cioè un po’ più in là, ma insomma qui ho incontrato l’uomo della mia vita


Balia – Esagerata, sarà come al solito il solito tipo insipido


Giulietta – Non è vero


Balia – Sentiamo come è successo


Giulietta – Ci siamo guardati per tutta la serata e poi ha cercato in tutti i modi di parlarmi!


Balia – E ci è riuscito?


Giulietta – Si, ma poco dopo tua sorella se l’è portato via


Balia – Mia sorella?


Giulietta – Si, credo che sia un suo amico


Balia – E almeno sai come si chiama?


Giulietta – Ro… bob… romeo, si, si si chiama Romeo, lo conosci?


Balia – No, ma se davvero è amico di mia sorella, potrei fare qualcosa per te


Giulietta – davvero?


Balia – Certo, dimmi solo che posso e il tuo cupido parte all’attacco


Escono








Lear - Le troverò, e allora mi sentiranno, non si può disubbidirmi in questo modo, avevo detto loro che non potevano andarsene da sole, ore per cercarle in questo buio, ragazze sole in giro tutta notte, l’autorità di un padre messa in discussione ah, ma mi sentiranno … mi sentiranno!!!








Ermia – Porca miseria! Ma qui non si vede niente, proprio qui dovevamo finire…


Elena – Sarà anche buio, ma io sono ancora abbagliata


Ermia – Ma sei fuori? Dai cerca un accendino, altro che abbagliata


Elena - Troppo bello, dentro la macchina gialla, risaltava


Ermia – E secondo te guardava te…


Elena - Come no, certo


Ermia – Ah, certo convinta tu, ti piacerebbe che quello ti corresse dietro


Elena – Cara, dolce ingenua Elena, tu credi davvero che il giovanotto guardasse una tappa come te, invece di una come me (si avvicina ad Ermia con passo deciso)


Ermia – Sarò pure una tappa, ma i ragazzi mi cercano cara


Elena – Ascoltami bene io sono alta, bella, vesto alla moda… tu non sei altro che bassa, brutta e i tuoi vestiti sono stracci… è ovvio che quello che stai dicendo sono solo cavolate, mettiti bene in testa che io sono e sarò sempre the best


Ermia – Ah, i miei vestiti sarebbero stracci! Almeno io quando mi vesto non sembro un’oca giuliva


Elena – Meglio oca giuliva che tappa


Ermia- Insultami pure ma ricordati che sono abbastanza alta per suonartele di santa ragione


Elena – Ti ho sempre voluto bene, cosa ti salta in mente ora


Ermia – Certo se ti credi Naomi Cambell


Elena – Io mi esalto? E chi era quella che diceva di essere la più corteggiata della città?


Ermia – Cocca, ti do un’informazione… troppe canne sballano…


Elena – adesso capisco perché se ne è andato ha visto tutte le tue moine e non ne voleva sapere mezza


Ermia – Adesso è colpa mia


Elena – Certo se tu evitavi di sdilinquirti lui non se andava in quel modo e noi non ci trovavamo in questo nulla al buio da sole… oltretutto


Ermia – Nessuno ti costringe a stare con me


Elena – Hai ragione me ne vado e scordati di me


Ermia – Questo non sarà difficile


Elena esce, dopo qualche secondo Ermia grida aiuto…..mi ha lasciato qui da sola…. Che paura… esce borbottando





In un angolo sdraiato c’è Romeo, non si è ancora ripreso dalla serata


Amica – Hei, ma cos’hai?


Romeo – Lasciami stare, è come se fossi stato dentro un frullatore


Amica – La biondina?


Romeo – Uhmmmm


Amica – Sensazionale, biondina bomba pericolosissima.


Romeo – Anche perché lo sai di chi è amica


Amica – No, ho visto solo come la guardavi, per il resto mi sono fatto gli affari miei


Romeo – E’ della banda di Oberon


Amica – Non scherzare, non ti puoi innamorare di una delle loro donne, ti faranno a pezzi


Romeo – Potrebbe non essere così grave… se anche lei fosse innamorata di me


Amica – Ma cosa stai dicendo, lascia perdere già quelli ce l’hanno con noi, e poi con tutte le ragazze che c’erano ieri sera … proprio di quella?


Romeo - Hei senti caro amico mio, non posso mica scegliere di che innamorarmi, ci si innamora e basta, non si può comandare l’amore


Amica – Ok, come vuoi, ma adesso se quelli lo vengono a sapere siamo messi male, sia tu che lei…e anche noi. Cerca di non farti vedere


Romeo – E come vuoi che faccia, non so neanche dove trovarla


Amica – Meglio così, mettici una pietra sopra che è meglio per tutti





entra Desdemona seguita da Bianca, cercano il fazzoletto


Emilia – Che razza di regalo!


Desdemona - Porta pazienza aiutami, che ne so.... era una cosa di sua madre


Emilia – Poteva regalarti un brillante invece che un fazzolettino ricamato


Desdemona – Insomma se vuoi aiutarmi cerca, non commentare


Emilia – Certo che voglio aiutarti, ma vedrai che anche se l'hai perso non succede niente


Desdemona – Con me è affettuoso, mi ama veramente, però non vorrei che si arrabbiasse, è tutto così perfetto tra noi


Emilia – E' così diverso da tutti


Desdemona – Per questo l'ho scelto, lui è la cosa più bella che la vita mi ha dato. E' forte, coraggioso, ha girato il mondo ha combattuto, con lui sono al sicuro, con lui nulla mi può scalfire, insieme costruiremo una vita meravigliosa


Emilia – Sempre se ritrovi sto cavolo di fazzoletto


Desdemona – Eppure dovrebbe essere da queste parti , ho rifatto tutto il giro, ma non c'è


Emilia – Dovevi proprio portartelo dietro? Se è così prezioso mettilo in un posto sicuro


Desdemona – Mi ha chiesto di portarlo sempre con me, per ricordami in ogni minuto di lui


Emilia – Va be' mi pare proprio...ma non siamo andate anche in bagno stanotte?


Desdemona – Ah, sì, allora andiamo di là





escono





Petruccio - Ciao Catera....ho capito bene????mi hanno detto che ti chiami così….

Caterina
- Ahh hai sentito proprio bene, cosa hai dentro alle orecchie? Cerume? Da quanto tempo non ti lavi le orecchie ? Ca-Te-Ri-Na mi chiamano quelli che mi conoscono.

Petruccio
– No, sbagli: perchè ti chiamano semplicemente Catera, la vezzosa Catera , e qualche volta Catera la peste, la vipera, Catera la diversa. Mi piace come ti comporti, sei spontanea… a volte spaventosa, ma qualcosa mi dice che dentro di te ci deve essere una parte dolce...il tuo comportamento mi ha mosso...

Caterina
- Mosso! Era ora! Io è una vita che aspetto... sei rimasto tutta la sera impalato come un mobile

Petruccio
- Un mobile?

Caterina
- Un trespolo

Petruccio
- Vieni allora a sederti su di me

Caterina
- I somari sono fatti per essere caricati; e così tu

Petruccio
- Le donne son fatte per essere caricate; e così tu

Caterina
- Se ti riferisci a me, non sono volgare come te

Petruccio
- Oh, mia buona Catera, io non ti voglio caricare, poiché sapendoti troppo giovane e leggera…

Caterina
- Troppo leggera…non credere di essere spiritoso, conosco bene il mio corpo e non mi importa.

Petruccio
- Mi sembri un’ ape pungente e stizzosa

Caterina
- Se sono un’ ape , attento al pungiglione

Petruccio
- Non è certo un pungiglione che mi spaventa , conosco il rimedio.

Caterina
- Ma non sai dove si trova..

Petruccio
- Tutti sanno dove si trova il pungiglione ..nella coda

Caterina
- Bravo somaro! Tutti sanno che il pungiglione è la mia lingua.

Petruccio
- D’accordo hai vinto, ma non credere che io mi arrenda cosi facilmente. In verità ti trovo gentile, non aspra e ritrosa come mi era stato detto. Sei piacevole, allegra

proprio non riesco a capire perché la gente ti chiami Catera zoppa. Prova a camminare, fammi vedere che non zoppichi

Caterina
- Allora proprio non hai capito niente, vai a comandare i tuoi operai, se pensi di essere in grado, vai vai a letto che forse è meglio

Petruccio
- Brava vedi che ci sei arrivata da sola è proprio a letto che voglio andare e il mio sogno…

Caterina - Adesso hai veramente esagerato,se per un attimo ho pensato che eri diverso dagli altri ora ho deciso di riprendere il mio pungiglione per tenerti il più lontano possibile.





Esce di corsa seguita da Petruccio










Rosario - Comunque, come facciamo a scoprire quello che lo tormenta?

Guildenstern
- Domanda e risposta: i vecchi metodi sono i migliori.

Rosario
- E' tormentato.

Guildenstern
- Tu fai le domande, io rispondo.

Rosario
- Non è più lui, capisci?

Guildenstern
- Concentrati. Domanda che io rispondo.

Rosario
- Io allora chi sono?

Guildenstern
- Tu sei tu.

Rosario
- E lui è te?

Guildenstern
- No!

Rosario
- Sei afflitto?

Guildenstern
– Bravo, hai capito. Pronto?

Rosario
- Proviamo.

Guildenstern
- Sono afflitto.

Rosario - Vedo.(pausa)


Guildenstern
- Sonda, domanda!

Rosario
- Ah giusto!

Guildenstern
- Domande e risposte.

Rosario
- Come dovrei iniziare?

Guildenstern
- Rivogliti a me.

Rosario
- Mio caro Guildenstern!

Guildenstern
- Non mi pare che tu abbia capito bene. Noi stiamo tentando di simulare un'ipotesi secondo la quale io rispondo per lui, mentre tu mi fai delle domande.

Rosario
- Ah! Pronto?

Guildestern
- Sai cosa fare?

Rosario
- Come?

Guildenster
n - Sei scemo?

Rosario
: Prego?

Guildenstern
- Sei sordo?

Rosario - (pausa)
Oh! Intendi dire: tu fingi di essere lui mentre io sono io che ti faccio delle domande!

Guildestern
- Il cielo sia ringraziato!

Rosario
- Mi avevi fatto confondere!

Guildenstern
- Me ne ero accorto.

Rosario
- Come dovrei iniziare?

Guildenstern
- Rivolgiti a me.

Rosario
– Amico mio.

Guildenstern
- Caro Rosario

Rosario
- Dunque io devo fingere di essere te?

Guildenstern
- Nemmeno per idea. Se vuoi possiamo andare avanti?

Rosario
- Domanda e risposta.

Guildenstern
- Giusto.

Rosario
– Amico mio.

Guildenstern
- Mio caro amico.

Rosario
- Come stai?

Guildenstern - Sono stravolto?


Rosario - Davvero? in che senso?

Guildenstern
- Trasformato.

Rosario
- Dentro o fuori?

Guildenstern
- Dentro e fuori

Rosario - Capisco (pausa).
Sin qui niente di nuovo.

Guildenstern - Entra nei particolari, scava.













(In un angolo della scena c’è Puck con alcuni oggetti meccanici accanto e una birra in mano. Entrano Mercuzio e Tebaldo)

Mercuzio- Stiamo cercando un tipo che si fa chiamare Puck, l’hai visto?




(Puck non risponde e continua a bere la sua birra, divertendosi a farli arrabbiare)




Tebaldo- Allora? Non abbiamo tutto il giorno!


Puck: mmm… intendi quel tipo che sta con la compagnia di Oberon? Il suo meccanico tuttofare capace di riparare qualunque cosa? Quello che…

Mercurio -Tebaldo
: Sìsì proprio lui!

Puck
- No, non l’ho visto.

Tebaldo - Ma va…
(Mercuzio lo ferma e i due si allontanano)

Puck - Ehi aspettate! (i due tornano indietro)
Adesso che ci penso meglio, questa birra me l’ha portata lui… puah, non sa di niente!

Comunque è andato da quella parte, di più non so dirvi…





(Tebaldo e Mercuzio escono nella direzione indicata. Dalla parte opposta entra una fata)




Fata- Ma come? Se il tuo aspetto non è un’illusione tu non sei quell’astuto mascalzone che chiamano Bertino Buontempone?




Puck - Sono quel vagabondo, sì, hai ragione! Vado in giro di notte e mi diverto… Quando si tratta di fare scherzi, credimi, non c’è niente di meglio di una festa! Quando ci sono io tutta la compagnia si tiene i fianchi e ride. E cresce l’allegria. C’è chi starnuta e giura che da tempo non si è visto tanto divertimento!


Fata - Però a quelli che ti chiamano Puck, carino, a quelli non fai nessun dispetto. (Si avvicina)

So che li aiuti e ripari ciò che si è rotto. E anch’io avrei bisogno di riparare una cosa qui… (si avvicina di più per mostrargli un bottone della camicetta rotto). Toglimi una curiosità, perché non ti sei presentato?


Puck - Mia cara, pensa alle loro facce quando si renderanno conto che mentre mi cercavano là io ero qui che me la spassavo.




(Entrano Mercuzio e Tebaldo)




Tebaldo - Ti abbiamo sentito razza di buffone! Allora sei tu Puck!

(La fata si allontana in tutta fretta)

Mercuzio - bello scherzo! Ah ah, davvero divertente!


Fata - Be’ allora me ne vado… (esce, facendo l’occhiolino a Puck)


Puck - (inchinandosi) Ebbene lo ammetto… Bertino Buontempone, detto Puck, burlone recidivo e meccanico tuttofare di Oberon… per servirvi. Eheh


Tebaldo - Meno fronzoli e più sostanza, abbiamo un problema…


Mercurio - E ci servono le tue abilità di meccanico.


Puck - Sono tutto orecchi! (tira fuori un enorme orecchio e lo avvicina alla testa)


Tebaldo - Se non la pianti io…


Mercuzio - Calma, calma! Il problema è molto semplice, io e Tebaldo abbiamo un problemino


Tebaldo - Taglia corto! Non gli interessa certo del nostro duello. Dagli le pistole piuttosto!


Mercuzio - Be’ ecco… avremmo bisogno di rendere queste due pistole a laser davvero pericolose, così da rendere la sfida un po’ più pepata ecco…


Puck - Mmm, difficile ma direi che si può fare. Fammi vedere!





(Puck prende le pistole, si volta di schiena e ci armeggia un po’ poi si volta e le restituisce)




Puck - ecco fatto. Ora se non vi dispiace, avrei un impegno. (Esce)


Tebaldo - sono stupito! È davvero un asso se ci ha messo così poco tempo. Fammi provare.




(Prende la pistola e spara verso il pubblico un getto d’acqua. Puck, che le aveva trasformate in pistole ad acqua, da sotto il palco dove si è nascosto comincia a ridere e fa loro della boccacce. Tebaldo e Mercuzio si guardano poi scendono dal palco per inseguirlo. Puck risale dall’altra parte e esce di scena. Inseguendolo escono anche Mercuzio e Tebaldo.)








Amleto – Ofelia , posso accomodarmi dentro di te?


Ofelia – Ma neanche per sogno


Amleto – Intendevo dire appoggiare la testa sulle tue gambe


Ofelia – Ah, si, certo


Amleto – Cosa avevi capito?


Ofelia - Non avevo capito nulla


Amleto - E’ un pensiero stimolante abbandonarsi sopra una ragazza


Ofelia – Ma cosa dici!!!


Amleto – Niente


Ofelia – Sei allegro oggi


Amleto – Sono un buffone tutto tuo, cosa dovrei fare, mia madre ride e mio padre è morto da due ore


Ofelia - Veramente da quattro mesi


Amleto – Così tanto? però quattro mesi e non ancora dimenticato, speriamo di morire da grand’uomo così qualcuno si ricorderà di me almeno per sei mesi


Amleto – Durerà molto sta cosa?


Ofelia – No credo proprio, sarà breve


Amleto – Come amor di donna








entra la banda di Oberon seguito da Titania, stanno litigando, tutti i personaggi della banda si dispongono sui praticabili


Oberon- Allora ti sei proprio divertita ieri sera


Titania- Geloso, eccolo Oberon il geloso, non ne hai proprio diritto


Oberon- Ah, sì e perché non ne ho diritto sono il tuo uomo ricordi?


Titania- Se tu fossi veramente il mio uomo io dovrei essere la tua donna, invece io so esattamente dove te ne sei stato tutto questo tempo, a cercare squinzie in ogni dove. Come mai te ne sei già tornato? Solo perché la tua amazzone si sposa con un altro?


Oberon – Come osi? Io certo, io me ne vado in giro a cercar donnette, tu invece gli occhi dolci a chi li hai fatti tutta sera, mi hanno raccontato tutto. So esattamente quello che hai fatto con quel ragazzetto.


Titania - Queste son tutte falsità ispirate dalla gelosia, non c'è stato un minuto che non ti sia fatto sentire, che tu non mi abbia seccato con la tua presenza.


Oberon – Quel ragazzetto è oramai cresciuto, può far parte della banda, dammelo non tenerlo per te


Titania – Non pensarci nemmeno, sua madre era mia amica a lei ho assicurato che non avrebbe corso pericoli, non posso darlo in mano ai tuoi. Le tue iniziazioni non sono affare per lui.


Oberon – E fino a quando credi di poterlo proteggere?


Titania - Non sfidarmi, non osare sfidarmi


Oberon – Dammi quel ragazzo e io tornerò con te


Titania – Non osare, non osare!





si sfidano quasi fisicamente


Claudia - Ehi, calma, calma, non esagerate, la musica vi ha storditi a tal punto da non saper riconoscere i vostri sentimenti?


Oberon –Zitta tu, io posso discutere quanto mi pare e piace, vieni o notte, metti la tua benda sull'occhio tenero del giorno pietoso, consenti alle creature di cedere alla stanchezza mentre i neri ministri della notte si levano a preda.




Entrano le tre streghe, si posizionano al lato del palcoscenico


Strega 1- Presto, portate alambicchi, pozioni e ogni altro vostro strumento d'incantesimo, spenderemo la notte a compiere un lavoro fatale, la potenza delle nostre fatture sveglierà le illusioni, schernirà il destino, disprezzerà la morte e così porteremo la rovina, la perdizione.


Strega 2 - (fa come per rimestare un grande pentolone) scaglia di drago, dente di lupo, milza di squalo, radica di mandragola nel buio nata e tirata su, fate la broda vischiosa e grassa, fiele di capra schegge di tasso a colmare il calderone


Tutte – gruglia gruglia suda intruglia, fuoco scotta, che la sbava giù borbotta, fai freddare in sangue di gatta, la fattura è bell' e fatta


Strega 3 - Ora intorno al calderone intonate una canzone e danziamo in girotondo come gli elfi con le fate perché resti affatturato tutto quello che lì dentro abbiamo mestato





entrano Tebaldo e Mercuzio


Tebaldo - Sapevamo di trovarvi qui


Oberon – Qual buon vento, forse che non vi è bastata la sfida di ieri sera?





Entra dall'altra parte la banda di Otello





Otello – Sfida, non mi pare, sua maestà (ironico) che ci siamo chiariti come si deve


Oberon- Sua maestà.... vedo che cominciamo a capirci


Otello – La maestà che ti riconosco è quella delle fogne, come un ratto ti muovi, come una viscida serpe che che si accovaccia tra l'erbe


Oberon- Non ti permettere, ritira le tue parole, infido bugiardo, sei a casa mia, usa parole di riguardo


Iago – Non lasciamogliela passare, colpisci


Otello – Casa tua hai detto, e secondo te qui sarebbe casa tua?


Amleto – Non mi pare che si possa discutere questo,


Otello – beh, invece guarda un po' che nulla nella vita è per sempre, e noi qui abbiamo deciso di metterci su casa


Oberon- Non ti azzardare a sfidarmi


Otello – E perché mai? Questo sacro suolo ti appartiene per decisione divina? Le regole sono cambiate, abbiamo vinto la corsa ieri sera, non ricordi? Ora il territorio lo controlliamo noi


Tebaldo- Le nostre armi cominciano a scottare mi sembra di dover dare loro un po' di aria


Mercuzio- Si, mi sembra di sentirle gemere, hanno bisogno di ossigeno per respirare








Romeo (truccato come joker) Signori, se la musica è il nutrimento dell'amore, allora musica, che la sfida abbia inizio, ognuno dei due gruppi avrà a disposizione il tempo di una canzone, la lealtà si conficchi nei vostri cuori e vinca il migliore.



Claudia va al centro e comincia a ballare, poi gli altri si avvicendano in una sfida musicale e di danza


Entrano anche quelli dell'altro gruppo e ognuno balla, fino a che questo si trasforma in un corpo a corpo.


Finisce la musica e il combattimento, cambio luci





Puck – Abbi più di quel che mostri


parla meno di quel che sai


presta meno di quel che hai


va a cavallo più che a piè


studia più di quel che sai


punta meno di quel che vinci


pianta il vino e le puttane


resta a bada del bestiame


e così con tre per cinque


farai più di venticinque





Sipario

1 commento:

  1. ooh bene il nostro spettacolo pian piano prende forma! attendo ordini!

    xD



    Jessika

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