venerdì 13 marzo 2009



queste sono parti per il secondo tempo..... la fine del primo la prossima settimana


chiara






Guildestern – Si tratta solo di fare le domande giuste e rivelare il meno possibile. E’ un gioco


Rosario – Poi ce ne andiamo


Guildestern – A ricevere le grazie che si convengono alla gratitudine di un re


Rosario – Mi suona bene. Cosa credi che si intenda con la parola gratitudine?


Guildestern – Che non dimentica gli amici


Rosario – Ti dispiacerebbe fare una stima?


Guildestern – Veramente è difficile a dirsi… alcuni re tendono all’amnesia, altri immagino, al suo contrario, qualunque cosa essa sia…


Rosario – Sì… ma ….


Guildestern - ….da elefante


Rosario – Non per quanto, ma … quanto…


Guildestern – Tenace… tenacemente ricorda e tenacemente risparmia. E’ un re di maestosa tenacia


Rosario – A cosa stai giocando?


Guildestern – Parole, parole, non abbiamo altro per andare avanti


Rosario – Non dovremo fare qualcosa di costruttivo?


Guildestern – Tu cosa avevi in mente? Una piramide umana senza spigoli?


Rosario – Potremmo andare


Guildestern – Dove?


Rosario – A cercarlo


Guildestern – Qui sa dove trovarci… se cominciamo ad andare in giro, ci inseguiremo e basta


Rosario – Veramente emozionante, mi sento come uno spettatore. La sola cosa che rende questo momento sopportabile è la convinzione irrazionale che da un momento all’altro salterà fuori qualche persona interessante


Rosario – Tu vedi nessuno?


Guildestern – No, e tu?


 


Entra Amleto, non vede nessuno, preso dai suoi pensieri si sistema in un angolo e inizia a parlare


 


Amleto – Essere, o non essere, questo è il problema, è forse più nobile soffrire, da soli, dentro di noi, in silenzio contro i colpi che ci infligge il destino, o combattere contro i dolori cercando di metterci fine? Morire, dormire forse, nient’altro. E se con quel sonno si riuscisse a calmare tutte le sofferenze che ci perseguitano durante la vita! Questa sarebbe una dolce conclusione. Morire , dormire, forse sognare. Questo è l’ostacolo più grande: perché nel sonno della morte, ogni cosa che potremmo sognare, anche se ci siamo liberati di ogni preoccupazione e sofferenza, proprio quei sogni ci faranno riflettere. E’ per questo che la sofferenza di ogni uomo in realtà non muore mai ! Sarebbe troppo facile, se un coltello, o una corda appesa al collo bastassero a portar via tutto.


Chi andrebbe contro le correnti del suo tempo, chi soffrirebbe fino a sanguinare per amore, chi sopporterebbe i torti dei potenti, degli oppressori o la presa in giro dei superbi? Chi si adatterebbe a svolgere cariche importanti e pesanti, a sudare sotto il peso di una vita dolorosa? Se non fosse questa paura, di un qualcosa dopo la morte, di quel territorio da cui nessuno è mai tornato indietro, che ci spinge e ci convince a sopportare le sofferenze  piuttosto che rischiare di andare incontro ad altre, forse ancora peggiori, che neanche conosciamo. La nostra stessa coscienza ci rende vigliacchi, l’impeto naturale, l’istinto di ogni uomo è reso docile e addomesticato dalla gabbia dell’educazione, dalla cultura, e persino grandi idee o grandi imprese, a causa di questo scrupolo, cambiano strada e perdono il loro vero significato, arrivano a non essere più vere azioni. Che senso ha, perché sto qua, chi sono io. Questa notte l’ho vista lei, la morte, ma cos’è? Un terribile momento o un sonno dolce?


 


 


Giornalista È la crudele legge dell’amore. L’amore è vaporosa nebbiolina formata dai sospiri; se si dissolve, è fuoco che sfavilla scintillando negli occhi degli amanti, se è ostacolato, è un mare alimentato dalle lacrime degli stessi amanti. Che altro è ancora? Una follia segreta,,un’acritudine che mozza il fiato, una dolcezza che ti tira su.

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