giovedì 28 gennaio 2010

Considerazioni sul tempo nel giardino dei ciliegi


Alessandro ha scritto alcune considerazioni le mettiamo a disposizione di tutti






"Riguardo il tempo, nel Giardino dei Ciliegi, come ho detto Venerdì, ho avuto l'impressione, leggendolo, che non ne esistesse uno reale durante lo "svolgimento della vicenda" (se vicenda si può chiamare, visto che non c'è storia). Mi sembra che il tempo reale si fermi prima dell'inizio della storia e torni a scorrere dopo la fine, come se la storia stessa fosse "sospesa" tra due tempi, il passato e il futuro, e assolutamente slegata dal presente, come se l'autore volesse farci capire che il presente non può essere definito ed è solo un tempo di sospensione.

Così, anche il trascorrere del giorno e della notte, sono assolutamente arbitrari: non ci sono indicazioni precise se non ogni tanto "mattino" o "sera", in modo del tutto generico. Pensavo, quindi, che la scena da mettere in piedi dovesse essere unica e durare per tutto lo spettacolo, senza cambi, stacchi o cose del genere; in questo modo anche il pubblico rimane sospeso nella stessa dimensione atemporale dei personaggi.

Il contrasto, invece, potrebbe essere ripreso dal video, che potrebbe, sempre a mio parere (liberissimi di dissentire!), concentrarsi anche sullo scorrere del tempo, del giorno e della notte, in antitesi al mancato scorrere di esso sulla scena"



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