ULTIMISSIMA VERSIONE.......
Around Shakespeare
Personaggi Interpreti
Amleto Matteo Pedroni
Ofelia Jessica Bentivogli
Amica di Ofelia Dora Spanò
Oberon Marco Marchioni
Titania Lisa Bonacini
Puck Marco De Angelis
Giornalista Alessandro di Rosa
Ermia Deborah Ghibellini
Elena Giulia Venturelli
Giulietta Martina Andreozzi
Balia Ada Del Regno
Sorella di balia
Romeo Giuseppe Ferrera
Mercuzio Andrea Ferrari
Tebaldo Jacopo Cenacchi
Otello Tommaso Montipò
Iago Davide Bacchi
Desdemona Nicole Sandri
Emilia Claudia
Rosario Filippo Cimatti
Guildestern Luca Cornia
Re Lear Marco de Angelis
Tre figlie di Lear
Caterina Laura Squarzina
Petruccio Ettore Alessi
Tre streghe Fabiana Pinotti
Federica Mazzola
Andrea Buzan
Ecate Marisol
Fata 1 Simona Montipò
Fata 2 Annachiara
Fata 3
Fata 4
Canzoni Elisa Malverti
Collaboratore Degl Antoni
Regia Chiara Mori
Aiuto regia Margherita Zanardi
Insegnanti Paola Nicolai
Francesca Plantamura
immagini video
regia Valentina Arena
Primo tempo
Siamo in una fabbrica abbandonata, musica a volume altissimo, un gruppo di ragazzi balla musica hiphop , è tutto piuttosto scuro, i ragazzi sono come delle ombre. E’un rave party, alla fine si sentono le sirene della polizia e si vedono i lampeggianti blu, i ragazzi urlano e scappano via in una gran confusione, Fuori campo si sentono le voci concitate dei poliziotti
Voce 1.- Dì là, sono andati di là
Voce 2:- No eccoli, stanno scappando
Voce 3:- Prendilo quello
Rumori di sgommate di automobili, voci concitate dei ragazzi che scappano, intanto sul palco sale la luce molto lentamente e si fa chiaro come se fosse l’alba, per terra cartacce, lattine vuote, fogli di giornale,
entra Desdemona seguita da Emilia, si guardano attorno circospette, passano furtivamente ed escono dall’altra parte del palcoscenico, a Desdemona cade dalla tasca un fazzoletto bianco
Giornalista- Allora dammi le parole del silenzio, le parole che viaggiano dalla testa al cuore e ritornano, quelle che non si confessano nemmeno a se stesse, o che si dicono solo all’amico più caro, o alla propria immagine specchiata nel fiume, le parole dei segreti, dei pensieri pensati, smascherati, sincere da far male, vere, sono queste le parole che voglio, dammele realtà, le modellerò se posso, in storie che nessuno ha raccontato, storie nuove.
Ecco le parole che avanzano tutte insieme, libere di farci piangere, sorridere, di farci bene al cuore, libere di esistere nei nostri occhi, nella nostra testa, nelle orecchie che ascoltano
VIDEO
Entrano le tre streghe, sono interdette, si fermano sulla soglia e guardano attonite, il giornalista le guarda, lascia cadere un fazzoletto bianco e scappa via
Strega 1- Chi era quello?
Strega 2 - Mah, girano tipi strani da queste parti (vede il fazzoletto per terra) ah, meno male, eccolo
Strega 3 – Wow, non credevo proprio che riuscissimo a trovarlo
Strega 1 - Adesso puoi fare la divinazione, dai
Strega 2 - Prende il fazzoletto e comincia a fare gesti magici sul fazzoletto che ha raccolto
Strega 3- Cosa vedi?
Strega 2- E’ tutto confuso, non capisco bene, sembra che lei sia stata ingannata, sembra che girino un sacco di bugie
Strega 1- Riesci a vederlo lui?
Strega 2 – No, decisamente le mie capacità divinatorie si sono inceppate, buio, buio totale
Strega 1- Andiamocene da qui, sento delle vibrazioni negative (entra Ecate e si mette sul fondo della scena)
Strega 3 – Hai ragione la mia pietra è diventata scura vuol dire forze del male si stanno avvicinando (escono)
Entrano Rosario e Guildestern
Rosario- Secondo te perché Amleto ci ha chiamato?
Guildestern- Come faccio a saperlo, non ci ha detto niente, sicuramente è successo qualcosa comunque il messaggio non diceva più di tanto, domani mattina, là
Rosario- In effetti sembrava strano
Guildestern - Sta a noi scoprire il perché
Rosario- Il perché
Guildestern - Esattamente
Rosario-. Esattamente cosa
Guildestern - Esattamente perché
Rosario- Esattamente perché cosa?
Guildestern - Cosa?
Rosario- Perché?
Guildestern - Perché cosa esattamente
Rosario - Perché ci ha chiamato
Guildestern - Esattamente perché ci ha chiamato?
Rosario- Non lo so
Guildestern - Aspettiamo
Rosario- Aspettiamo
Guildestern – No
Entrano Iago con Otello
Jago -Dai Otello non pensarci più!
Otello - Mi stai facendo diventare matto!
Jago - Ma dai, cosa dici?
Otello - Attento a te, se dici delle cose su Desdemona devi esserne certo, mi devi portare le prove. Dammi le prove, che io possa vederle con i miei occhi.
Jago - Ricordati, a pensare male si è spesso nel giusto.
Otello - No, no, dammi una ragione plausibile, che mi convinca che lei mi tradisce!
Jago - Ieri sera Cassio aveva bevuto, e mentre era accasciato per terra gli ho sentito dire: “Desdemona mia dolce”, stiamo attenti, dobbiamo nascondere i nostri sentimenti!"
Otello - Ah, ma è mostruoso! Mostruoso! La farò a pezzi!
Jago - Ma questo non vuole dire ancora niente, ma senti un po’ Desdemona non possiede per caso un fazzoletto con sopra ricamate delle fragole?
Otello - Certo gliel'ho regalato io. È stato il primo mio pegno d'amore.
Jago - Io non lo so: ma con quel fazzoletto - era quello, sono sicuro oggi m'è sembrato di vederlo in mano a Cassio. Però adesso stai calmo, sono certo che c’è una spiegazione a tutto.
Otello - Oh, sangue, sangue, sangue! fa' che in capo a tre giorni io ti senta dire che Cassio è morto.
Jago - Come vuoi, io ucciderò lui, ma… lei non ammazzarla.
Otello - Puttana! Ora vieni con me. D’ora in poi Jago, tu sarai il mio luogotenente. (esce)
Jago - Io vi sarò sempre fedele, signore. La gelosia, il mostro dagli occhi verdi! Verserò dentro il tuo orecchio la peste nera del sospetto, tingerò la virtù con il colore della pece e mi servirò della rete della bontà per acchiapparti Otello.
Giornalista - L'arte attorale non è come l'arte culinaria. Non esistono libri di ricette: usa questi ingredienti, fai questa sequenza di operazioni e otterrai il seguente risultato. Nell'arte attorale l'ingrediente è l'essere umano nel suo insieme, non può essere scomposto. Ogni essere umano è diverso. Ogni essere umano ha un solo e un solo modo di condurre la sua vita
Balia – Perché mi hai fatto venire fino qui
Giulietta – Sai cosa è successo qui ieri sera?
Balia – No, sai se nessuno mi dice niente
Giulietta – Adesso ti racconto, ieri sera, qui, proprio qui, cioè un po’ più in là, ma insomma qui ho incontrato l’uomo della mia vita
Balia – Esagerata, sarà come al solito il solito tipo insipido
Giulietta – Non è vero
Balia – Sentiamo come è successo
Giulietta – Ci siamo guardati per tutta la serata e poi ha cercato in tutti i modi di parlarmi!
Balia – E ci è riuscito?
Giulietta – Si, ma poco dopo tua sorella se l’è portato via
Balia – Mia sorella?
Giulietta – Si, credo che sia un sua amica
Balia – E almeno sai come si chiama?
Giulietta – Ro… bob… romeo, si, si si chiama Romeo, lo conosci?
Balia – No, ma se davvero è amico di mia sorella, potrei fare qualcosa per te
Giulietta – davvero?
Balia – Certo, dimmi solo che posso e il tuo cupido parte all’attacco
Escono
Lear - Le troverò, e allora mi sentiranno, non si può disubbidirmi in questo modo, avevo detto loro che non potevano andarsene da sole, ore per cercarle in questo buio, ragazze sole in giro tutta notte, l’autorità di un padre messa in discussione ah, ma mi sentiranno … mi sentiranno!!!
Ermia – Porca miseria! Ma qui non si vede niente, proprio qui dovevamo finire…
Elena – Sarà anche buio, ma io sono ancora abbagliata
Ermia – Ma sei fuori? Dai cerca un accendino, altro che abbagliata
Elena - Troppo bello, dentro la macchina gialla, risaltava
Ermia – E secondo te guardava te…
Elena - Come no, certo
Ermia – Ah, certo convinta tu, ti piacerebbe che quello ti corresse dietro
Elena – Cara, dolce ingenua Elena, tu credi davvero che il giovanotto guardasse una tappa come te, invece di una come me (si avvicina ad Ermia con passo deciso)
Ermia – Sarò pure una tappa, ma i ragazzi mi cercano cara
Elena – Ascoltami bene io sono alta, bella, vesto alla moda… tu non sei altro che bassa, brutta e i tuoi vestiti sono stracci… è ovvio che quello che stai dicendo sono solo cavolate, mettiti bene in testa che io sono e sarò sempre the best
Ermia – Ah, i miei vestiti sarebbero stracci! Almeno io quando mi vesto non sembro un’oca giuliva
Elena – Meglio oca giuliva che tappa
Ermia- Insultami pure ma ricordati che sono abbastanza alta per suonartele di santa ragione
Elena – Ti ho sempre voluto bene, cosa ti salta in mente ora
Ermia – Certo se ti credi Naomi Cambell
Elena – Io mi esalto? E chi era quella che diceva di essere la più corteggiata della città?
Ermia – Cocca, ti do un’informazione… troppe canne sballano…
Elena – adesso capisco perché se ne è andato ha visto tutte le tue moine e non ne voleva sapere mezza
Ermia – Adesso è colpa mia
Elena – Certo se tu evitavi di sdilinquirti lui non se andava in quel modo e noi non ci trovavamo in questo nulla al buio da sole… oltretutto
Ermia – Nessuno ti costringe a stare con me
Elena – Hai ragione me ne vado e scordati di me
Ermia – Questo non sarà difficile
Elena esce, dopo qualche secondo Ermia grida aiuto…..mi ha lasciato qui da sola…. Che paura… esce borbottando
In un angolo sdraiato c’è Romeo, non si è ancora ripreso dalla serata
Sorella di balia – Hei, ma cos’hai?
Romeo – Lasciami stare, è come se fossi stato dentro un frullatore
Sorella di balia – La biondina?
Romeo – Uhmmmm
Sorella di balia – Sensazionale, biondina bomba pericolosissima.
Romeo – Anche perché lo sai di chi è amica
Sorella di balia– No, ho visto solo come la guardavi, per il resto mi sono fatto gli affari miei
Romeo – E’ della banda di Oberon
Sorella di balia – Non scherzare, non ti puoi innamorare di una delle loro donne, ti faranno a pezzi
Romeo – Potrebbe non essere così grave… se anche lei fosse innamorata di me
Sorella di balia– Ma cosa stai dicendo, lascia perdere già quelli ce l’hanno con noi, e poi con tutte le ragazze che c’erano ieri sera … proprio di quella?
Romeo - Hei senti caro amico mio, non posso mica scegliere di che innamorarmi, ci si innamora e basta, non si può comandare l’amore
Sorella di balia – Ok, come vuoi, ma adesso se quelli lo vengono a sapere siamo messi male, sia tu che lei…e anche noi. Cerca di non farti vedere
Romeo – E come vuoi che faccia, non so neanche dove trovarla
Sorella di balia – Meglio così, mettici una pietra sopra che è meglio per tutti
entra Desdemona seguita da Emilia, cercano il fazzoletto
Emilia – Che razza di regalo!
Desdemona - Porta pazienza aiutami, che ne so.... era una cosa di sua madre
Emilia – Poteva regalarti un brillante invece che un fazzolettino ricamato
Desdemona – Insomma se vuoi aiutarmi cerca, non commentare
Emilia – Certo che voglio aiutarti, ma vedrai che anche se l'hai perso non succede niente
Desdemona – Con me è affettuoso, mi ama veramente, però non vorrei che si arrabbiasse, è tutto così perfetto tra noi
Emilia – E' così diverso da tutti
Desdemona – Per questo l'ho scelto, lui è la cosa più bella che la vita mi ha dato. E' forte, coraggioso, ha girato il mondo ha combattuto, con lui sono al sicuro, con lui nulla mi può scalfire, insieme costruiremo una vita meravigliosa
Emilia – Sempre se ritrovi sto cavolo di fazzoletto
Desdemona – Eppure dovrebbe essere da queste parti , ho rifatto tutto il giro, ma non c'è
Emilia – Dovevi proprio portartelo dietro? Se è così prezioso mettilo in un posto sicuro
Desdemona – Mi ha chiesto di portarlo sempre con me, per ricordami in ogni minuto di lui
Emilia – Va be' mi pare proprio...ma non siamo andate anche in bagno stanotte?
Desdemona – Ah, sì, allora andiamo di là
escono
Petruccio - Ciao Catera....ho capito bene????mi hanno detto che ti chiami così….
Caterina - Ahh hai sentito proprio bene, cosa hai dentro alle orecchie? Cerume? Da quanto tempo non ti lavi le orecchie ? Ca-Te-Ri-Na mi chiamano quelli che mi conoscono.
Petruccio – No, sbagli: perchè ti chiamano semplicemente Catera, la vezzosa Catera , e qualche volta Catera la peste, la vipera, Catera la diversa. Mi piace come ti comporti, sei spontanea… a volte spaventosa, ma qualcosa mi dice che dentro di te ci deve essere una parte dolce...il tuo comportamento mi ha mosso...
Caterina - Mosso! Era ora! Io è una vita che aspetto... sei rimasto tutta la sera impalato come un mobile
Petruccio - Un mobile?
Caterina - Un trespolo
Petruccio - Vieni allora a sederti su di me
Caterina - I somari sono fatti per essere caricati; e così tu
Petruccio - Le donne son fatte per essere caricate; e così tu
Caterina - Se ti riferisci a me, non sono volgare come te
Petruccio - Oh, mia buona Catera, io non ti voglio caricare, poiché sapendoti troppo giovane e leggera…
Caterina - Troppo leggera…non credere di essere spiritoso, conosco bene il mio corpo e non mi importa.
Petruccio - Mi sembri un’ ape pungente e stizzosa
Caterina - Se sono un’ ape , attento al pungiglione
Petruccio - Non è certo un pungiglione che mi spaventa , conosco il rimedio.
Caterina - Ma non sai dove si trova..
Petruccio - Tutti sanno dove si trova il pungiglione ..nella coda
Caterina - Bravo somaro! Tutti sanno che il pungiglione è la mia lingua.
Petruccio - D’accordo hai vinto, ma non credere che io mi arrenda cosi facilmente. In verità ti trovo gentile, non aspra e ritrosa come mi era stato detto. Sei piacevole, allegra
proprio non riesco a capire perché la gente ti chiami Catera zoppa. Prova a camminare, fammi vedere che non zoppichi
Caterina - Allora proprio non hai capito niente, vai a comandare i tuoi operai, se pensi di essere in grado, vai vai a letto che forse è meglio
Petruccio - Brava vedi che ci sei arrivata da sola è proprio a letto che voglio andare e il mio sogno…
Caterina - Adesso hai veramente esagerato,se per un attimo ho pensato che eri diverso dagli altri ora ho deciso di riprendere il mio pungiglione per tenerti il più lontano possibile.
Esce di corsa seguita da Petruccio
Rosario - Comunque, come facciamo a scoprire quello che lo tormenta?
Guildenstern - Domanda e risposta: i vecchi metodi sono i migliori.
Rosario - E' tormentato.
Guildenstern - Tu fai le domande, io rispondo.
Rosario - Non è più lui, capisci?
Guildenstern - Concentrati. Domanda che io rispondo.
Rosario - Io allora chi sono?
Guildenstern - Tu sei tu.
Rosario - E lui è te?
Guildenstern - No!
Rosario - Sei afflitto?
Guildenstern – Bravo, hai capito. Pronto?
Rosario - Proviamo.
Guildenstern - Sono afflitto.
Rosario - Vedo.(pausa)
Guildenstern - Sonda, domanda!
Rosario - Ah giusto!
Guildenstern - Domande e risposte.
Rosario - Come dovrei iniziare?
Guildenstern - Rivogliti a me.
Rosario - Mio caro Guildenstern!
Guildenstern - Non mi pare che tu abbia capito bene. Noi stiamo tentando di simulare un'ipotesi secondo la quale io rispondo per lui, mentre tu mi fai delle domande.
Rosario - Ah! Pronto?
Guildestern - Sai cosa fare?
Rosario - Come?
Guildenstern - Sei scemo?
Rosario: Prego?
Guildenstern - Sei sordo?
Rosario - (pausa) Oh! Intendi dire: tu fingi di essere lui mentre io sono io che ti faccio delle domande!
Guildestern - Il cielo sia ringraziato!
Rosario - Mi avevi fatto confondere!
Guildenstern - Me ne ero accorto.
Rosario - Come dovrei iniziare?
Guildenstern - Rivolgiti a me.
Rosario – Amico mio.
Guildenstern - Caro Rosario
Rosario - Dunque io devo fingere di essere te?
Guildenstern - Nemmeno per idea. Se vuoi possiamo andare avanti?
Rosario - Domanda e risposta.
Guildenstern - Giusto.
Rosario – Amico mio.
Guildenstern - Mio caro amico.
Rosario - Come stai?
Guildenstern - Sono stravolto?
Rosario - Davvero? in che senso?
Guildenstern - Trasformato.
Rosario - Dentro o fuori?
Guildenstern - Dentro e fuori
Rosario - Capisco (pausa). Sin qui niente di nuovo.
Guildenstern - Entra nei particolari, scava.
(In un angolo della scena c’è Puck con alcuni oggetti meccanici accanto e una birra in mano. Entrano Mercuzio e Tebaldo)
Mercuzio- Stiamo cercando un tipo che si fa chiamare Puck, l’hai visto?
(Puck non risponde e continua a bere la sua birra, divertendosi a farli arrabbiare)
Tebaldo- Allora? Non abbiamo tutto il giorno!
Puck: mmm… intendi quel tipo che sta con la compagnia di Oberon? Il suo meccanico tuttofare capace di riparare qualunque cosa? Quello che…
Mercurio -Tebaldo: Sìsì proprio lui!
Puck- No, non l’ho visto.
Tebaldo - Ma va… (Mercuzio lo ferma e i due si allontanano)
Puck - Ehi aspettate! (i due tornano indietro) Adesso che ci penso meglio, questa birra me l’ha portata lui… puah, non sa di niente!
Comunque è andato da quella parte, di più non so dirvi…
(Tebaldo e Mercuzio escono nella direzione indicata. Dalla parte opposta entra una fata)
Fata- Ma come? Se il tuo aspetto non è un’illusione tu non sei quell’astuto mascalzone che chiamano Bertino Buontempone?
Puck - Sono quel vagabondo, sì, hai ragione! Vado in giro di notte e mi diverto… Quando si tratta di fare scherzi, credimi, non c’è niente di meglio di una festa! Quando ci sono io tutta la compagnia si tiene i fianchi e ride. E cresce l’allegria. C’è chi starnuta e giura che da tempo non si è visto tanto divertimento!
Fata - Però a quelli che ti chiamano Puck, carino, a quelli non fai nessun dispetto. (Si avvicina)
So che li aiuti e ripari ciò che si è rotto. E anch’io avrei bisogno di riparare una cosa qui… (si avvicina di più per mostrargli un bottone della camicetta rotto). Toglimi una curiosità, perché non ti sei presentato?
Puck - Mia cara, pensa alle loro facce quando si renderanno conto che mentre mi cercavano là io ero qui che me la spassavo.
(Entrano Mercuzio e Tebaldo)
Tebaldo - Ti abbiamo sentito razza di buffone! Allora sei tu Puck!
(La fata si allontana in tutta fretta)
Mercuzio - Bello scherzo! Ah ah, davvero divertente!
Fata - Be’ allora me ne vado… (esce, facendo l’occhiolino a Puck)
Puck - (inchinandosi) Ebbene lo ammetto… Bertino Buontempone, detto Puck, burlone recidivo e meccanico tuttofare di Oberon… per servirvi. Eheh
Tebaldo - Meno fronzoli e più sostanza, abbiamo un problema…
Mercurio - E ci servono le tue abilità di meccanico.
Puck - Sono tutto orecchi! (tira fuori un enorme orecchio e lo avvicina alla testa)
Tebaldo - Se non la pianti io…
Mercuzio - Calma, calma! Il problema è molto semplice, io e Tebaldo abbiamo un problemino
Tebaldo - Taglia corto! Non gli interessa certo del nostro duello. Dagli le pistole piuttosto!
Mercuzio - Be’ ecco… avremmo bisogno di rendere queste due pistole a laser davvero pericolose, così da rendere la sfida un po’ più pepata ecco…
Puck - Mmm, difficile ma direi che si può fare. Fammi vedere!
(Puck prende le pistole, si volta di schiena e ci armeggia un po’ poi si volta e le restituisce)
Puck - Ecco fatto. Ora se non vi dispiace, avrei un impegno. (Esce)
Tebaldo - Sono stupito! È davvero un asso se ci ha messo così poco tempo. Fammi provare.
(Prende la pistola e spara verso il pubblico un getto d’acqua. Puck, che le aveva trasformate in pistole ad acqua, da sotto il palco dove si è nascosto comincia a ridere e fa loro della boccacce. Tebaldo e Mercuzio si guardano poi scendono dal palco per inseguirlo. Puck risale dall’altra parte e esce di scena. Inseguendolo escono anche Mercuzio e Tebaldo.)
Amleto – Ofelia , posso accomodarmi dentro di te?
Ofelia – Ma neanche per sogno
Amleto – Intendevo dire appoggiare la testa sulle tue gambe
Ofelia – Ah, si, certo
Amleto – Cosa avevi capito?
Ofelia - Non avevo capito nulla
Amleto - E’ un pensiero stimolante abbandonarsi sopra una ragazza
Ofelia – Ma cosa dici!!!
Amleto – Niente
Ofelia – Sei allegro oggi
Amleto – Sono un buffone tutto tuo, cosa dovrei fare, mia madre ride e mio padre è morto da due ore
Ofelia - Veramente da quattro mesi
Amleto – Così tanto? però quattro mesi e non ancora dimenticato, speriamo di morire da grand’uomo così qualcuno si ricorderà di me almeno per sei mesi
Amleto – Durerà molto sta cosa?
Ofelia – No credo proprio, sarà breve
Amleto – Come amor di donna
Entra Ecate è inviperita - Streghe, andate ad aspettarmi nell'antro di Acheronte, portate bricchi, alambicchi, pozioni e ogni altro vostro strumento d'incantesimo, io sarò via per l'aria. Domani prima di mezzodì accadranno cose immani. Pende a un corno della luna una goccia vaporosa, e io, prima che si stacchi la colgo, la distillo e ve la porto, la potenza delle mie fatture sveglierà le illusioni.
entra la banda di Oberon seguito da Titania, stanno litigando, tutti i personaggi della banda si dispongono sui praticabili
Oberon- Allora ti sei proprio divertita ieri sera
Titania- Geloso, eccolo Oberon il geloso, non ne hai proprio diritto
Oberon- Ah, sì e perché non ne ho diritto sono il tuo uomo ricordi?
Titania- Se tu fossi veramente il mio uomo io dovrei essere la tua donna, invece io so esattamente dove te ne sei stato tutto questo tempo, a cercare squinzie in ogni dove. Come mai te ne sei già tornato? Solo perché la tua amazzone si sposa con un altro?
Oberon – Come osi? Io certo, io me ne vado in giro a cercar donnette, tu invece gli occhi dolci a chi li hai fatti tutta sera, mi hanno raccontato tutto. So esattamente quello che hai fatto con quel ragazzetto.
Titania - Queste son tutte falsità ispirate dalla gelosia, non c'è stato un minuto che non ti sia fatto sentire, che tu non mi abbia seccato con la tua presenza.
Oberon – Quel ragazzetto è oramai cresciuto, può far parte della banda, dammelo non tenerlo per te
Titania – Non pensarci nemmeno, sua madre era mia amica a lei ho assicurato che non avrebbe corso pericoli, non posso darlo in mano ai tuoi. Le tue iniziazioni non sono affare per lui.
Oberon – E fino a quando credi di poterlo proteggere?
Titania - Non sfidarmi, non osare sfidarmi
Oberon – Dammi quel ragazzo e io tornerò con te
Titania – Non osare, non osare!
si sfidano quasi fisicamente
Claudia - Ehi, calma, calma, non esagerate, la musica vi ha storditi a tal punto da non saper riconoscere i vostri sentimenti?
Oberon – Zitta tu, io posso discutere quanto mi pare e piace, vieni o notte, metti la tua benda sull'occhio tenero del giorno pietoso, consenti alle creature di cedere alla stanchezza mentre i neri ministri della notte si levano a preda.
Entrano le tre streghe, si posizionano al lato del palcoscenico
Strega 1- Presto, portate alambicchi, pozioni e ogni altro vostro strumento d'incantesimo, spenderemo la notte a compiere un lavoro fatale, la potenza delle nostre fatture sveglierà le illusioni, schernirà il destino, disprezzerà la morte e così porteremo la rovina, la perdizione.
Ecate: - Bene, lodo i vostri sforzi, ora intorno al calderone intonate una canzone e danziamo in girotondo come gli elfi con le fate perché resti affatturato tutto quello che lì dentro abbiamo mestato.
Strega 2 - (fa come per rimestare un grande pentolone)scaglia di drago, dente di lupo, milza di squalo, radica di mandragola nel buio nata e tirata su, fate la broda vischiosa e grassa, fiele di capra schegge di tasso a colmare il calderone
Strega 3 – Gruglia gruglia suda intruglia, fuoco scotta, che la sbava giù borbotta, fai freddare in sangue di gatta, la fattura è bell' e fatta
Strega 1 – Porta aperta in casa mia per chi batte, chiunque sia
entrano Tebaldo e Mercuzio
Tebaldo - Sapevamo di trovarvi qui
Oberon – Qual buon vento, forse che non vi è bastata la sfida di ieri sera?
Entra dall'altra parte la banda di Otello
Otello – Sfida, non mi pare, sua maestà (ironico) che ci siamo chiariti come si deve
Oberon- Sua maestà.... vedo che cominciamo a capirci
Otello – La maestà che ti riconosco è quella delle fogne, come un ratto ti muovi, come una viscida serpe che che si accovaccia tra l'erbe
Oberon- Non ti permettere, ritira le tue parole, infido bugiardo, sei a casa mia, usa parole di riguardo
Iago – Non lasciamogliela passare, colpisci
Otello – Casa tua hai detto, e secondo te qui sarebbe casa tua?
Amleto – Non mi pare che si possa discutere questo,
Otello – Beh, invece guarda un po' che nulla nella vita è per sempre, e noi qui abbiamo deciso di metterci su casa
Oberon- Non ti azzardare a sfidarmi
Otello – E perché mai? Questo sacro suolo ti appartiene per decisione divina? Le regole sono cambiate, abbiamo vinto la corsa ieri sera, non ricordi? Ora il territorio lo controlliamo noi
Tebaldo- Le nostre armi cominciano a scottare mi sembra di dover dare loro un po' di aria
Mercuzio- Si, mi sembra di sentirle gemere, hanno bisogno di ossigeno per respirare
Romeo (truccato come joker) Signori, se la musica è il nutrimento dell'amore, allora musica, che la sfida abbia inizio, ognuno dei due gruppi avrà a disposizione il tempo di una canzone, la lealtà si conficchi nei vostri cuori e vinca il migliore.
Claudia va al centro e comincia a ballare, poi gli altri si avvicendano in una sfida musicale e di danza
Entrano anche quelli dell'altro gruppo e ognuno balla, fino a che questo si trasforma in un corpo a corpo.
Finisce la musica e il combattimento, cambio luci
Puck – Abbi più di quel che mostri
parla meno di quel che sai
presta meno di quel che hai
va a cavallo più che a piè
studia più di quel che sai
punta meno di quel che vinci
pianta il vino e le puttane
resta a bada del bestiame
e così con tre per cinque
farai più di venticinque
Sipario
Secondo tempo
Fata 2 :(Entra con un cesto di vimini pieno di erbe odorose) Il mattino dagli grigi occhi sorride all'accigliata notte, gettando sprazzi di luce sulle nubi orientali; e la tenebra, chiazzata in volto, si ritrae, barcollando come un ubriaco, dal sentiero del giorno. Ora, prima che il sole avanzi, a rallegrare il giorno e ad asciugare l'umida rugiada della notte, questo paniere di vimini deve esser pieno di erbe velenose e di fiori dal succo prezioso. La terra, che è la madre della natura, è anche la sua tomba; il sepolcro della natura è lo stesso grembo dal quale ella ha la vita. Noi vediamo figli di diverso genere, usciti da quel grembo, suggere il materno petto della terra, molti ottimi per molte virtù, nessuno che non ne abbia qualcuna, eppure tutti differenti. Grande è la virtù che risiede nelle erbe, nelle piante, nelle pietre e nelle loro intime qualità; poiché nulla esiste sulla terra di così vile, che alla terra non dia qualche bene particolare; né cosa così buona, che, distratta dal suo buon uso, non si ribelli alla sua origine, cadendo nell'abuso. La virtù stessa diventa vizio, male esercitata; e il vizio talora è nobilitato da una bella azione Sotto la tenera buccia di questo fragile fiore, risiede nello stesso tempo un veleno e una virtù medica. Anche nell'animo dell'uomo, come nelle erbe, stanno accampati, in continua guerra fra di loro, due re nemici: la grazia e la volontà brutale; e la pianta dove la peggiore di queste due potenze trionfa, è divorata dal verme della morte.
Cambio luci
Passa di corsa un ragazzo con la testa d'asino inseguito da Titania che lo insegue gridando frasi d'amore visibilmente stravolta
Romeo: (Giulietta entra e si ferma su un praticabile in alto, Romeo la vede) Quella è lei, è Giulietta, se lo sapesse che è lei l'amor mio! Sembra che la luce delle stelle si rifletta sulla sua fronte
Giulietta: Io non ce la faccio
Romeo: Parla ancora, angelo sfolgorante!
Giulietta: O Romeo, Romeo! Perché proprio tu? Perché mi dovevo innamorare proprio di uno della banda di Oberon. Deve andarsene, se se ne va lui dalla banda di Oberon anch'io me ne andrò da quella di Otello, così non può essere
Romeo (fra sé): Oddio non so cosa fare, sto ad ascoltare o le rispondo?
Giulietta: Cosa centra quello stupido nome, tu sei sempre tu stesso, cosa significa della banda di Oberon? Niente: non una mano, non un piede, non un braccio, non la faccia, né un'altra parte qualunque del corpo di un uomo. Che cosa c'è in un nome? Quella che noi chiamiamo rosa, anche se la chiamiamo in un altro modo rimane sempre una rosa. Romeo, se non si chiamasse più Romeo, se tu non fossi della banda di Oberon saresti sempre tu.
Romeo: Ti prendo in parola: chiamami soltanto amore, ed io sarò ribattezzato; da ora innanzi non sarò più Romeo.
Giulietta: Chi c'è, chi c'è lì dietro? Sei tu Romeo, della banda di Oberon?
Romeo: No cara, né l'uno né l'altro.
Giulietta: Perché sei venuto qui? Se alcuno dei miei ti trova qui....
Romeo: Non ci sono limiti che possano vietare il passo ad amore: e ciò che amore può fare, amore osa tentarlo, quelli della tua banda per me non sono un ostacolo.
Giulietta: Se ti vedono, ti uccideranno.
Romeo: C'è più pericolo negli tuoi occhi, che in venti delle loro spade: basta che tu mi guardi dolcemente, e non avrò nemici
Giulietta: Io non vorrei per tutto il mondo che ti vedessero qui.
Romeo: Non ti preoccupare, lascia che mi trovino qui: meglio la mia vita terminata per il loro odio, che la mia morte ritardata senza che io abbia il tuo amore.
Giulietta: Come hai fatto ad arrivare qui?
Romeo: L'amore mi ha guidato.
Giulietta: Mi fai arrossire, io vorrei dirti no, ma non posso. Mi ami tu? Romeo, se mi ami dimmelo lealmente, io son troppo innamorata e magari ti sembrerà che mi comporti come una sciocca come una che fa così con tutti, ma non è così, se tu non mi ami dimmelo, non sopporterei di essere presa in giro
Romeo: Su quella benedetta luna laggiù io ti giuro...
Giulietta: Non giurare sulla luna, lei è incostante ogni mese cambia, ho paura che il tuo amore diventi così.
Romeo: Su cosa devo giurare?
Giulietta: Non giurare proprio, siamo troppo precipitosi? E' tutto troppo veloce, troppo imprevisto, troppo improvviso, sembra un fulmine che finisce in un attimo.
Romeo: Ho paura che tutto questo sia solo un sogno, troppo deliziosamente lusinghiero per essere realtà.
Giulietta: Se sei sincero Romeo facciamo presto, se vuoi che ci sposiamo, fammi sapere dove vuoi che ci troviamo domani e io ti seguirò per tutto il mondo. Ma se le tue intenzioni non sono queste, io ti scongiuro, non dire nulla e lasciami subito. Esce
Romeo: Se ne è andata, devo far presto, la sua voce tintinnava, presto dobbiamo andarcene prima che tutti se ne accorgano
immagini video/ canzone
Oberon: Che cos'è un pugnale quello che vedo davanti a me, quello che qualcuno mi sta offrendo?Sei reale o sei una proiezione del mio cervello? Ti vedo lì davanti a me, vivo, reale, su, bello fatti prendere, sei un pugnale immaginario o ti si può toccare? Ti vedo lì, sulla tua lama ci sono gocce di sangue, prima non c'erano, ecco sento il suono della campana è ora, è il suono della morte che chiama su in cielo o nell'inferno Esce
TitaniaHa le mani sporche di sangue: ecco fatto, hanno bevuto tutto e si sono addormentati, a me invece fa un altro effetto, posso farlo, ora ne ho il coraggio, ho lasciato lì le armi, non può non vederle, dovevo farlo io, avrei dovuto
Oberon: Ecco fatto hai sentito rumore?
Titania. No, solo la civetta, hai sporcato di sangue gli altri?
Oberon: No,
Titania: E le armi dove sono le hai lasciate là? Santo cielo deve sembrare che si sono ammazzati tra loro
Oberon:- Hanno gridato, ma io non sono riuscito a rispondere,
Titania:- Dai andiamo via, dobbiamo cercare un po' d'acqua per lavare via questo ricordo, muoviti
Escono
Claudia: Sangue chiama sangue, dicono. Si sa di pietre che hanno cambiato luogo, e di alberi che hanno parlato, di presagi, di gazze o di corvi che hanno scovato il più rintanato assassino... a che punto è la notte?
Ofelia- Credimi è sconvolto! Dovevi vedere come mi guardava, come parlava, non c'è più niente da fare, lo sento, è tutto finito, io ho creduto alle sue promesse, mi sono fidata di quello che mi ha promesso, disgraziata.... Non avrei dovuto
Amica - Ma insomma Ofelia, non farne una cosa più grande di quella che è, magari gli passa
Ofelia- Ma cosa dici? Io ho creduto nella nostra storia... capisci tutto, tutto ha avuto da me, e adesso lo vedo senza anima, mi guarda e i suoi occhi sono vuoti, parla stonato
Amica:- Senti Ofelia a tutto c'è rimedio
Ofelia- No, no, a questo no, la follia, alla follia non si rimedia, io non sono in grado, non ce la faccio
Amica- Sei sconvolta, non lasciarti trascinare da lui, devi reagire
Ofelia- ( parla a se stessa) Non posso far finta, io ho visto, ho visto il mio futuro, ho visto capisci, cosa sarà di me... tutto ha avuto tutto e a me non è rimasto niente, non ho più niente. Non c'è rimedio, oddio, la mia testa
Amica- Ofelia
Ofelia non risponde, continua a ripetere parole sconnesse, i suoi movimenti diventano spezzati, perde l'equilibrio
Amica - Ofelia, per favore non fare così
escono
VIDEO, CANZONE
Caterina è da una parte del palcoscenico e parla da sola, con uno specchio in mano, dall’altra parte del palcoscenico c’è Petruccio
Caterina - Uffa ..sono sempre io, il mio solito comportamento arrogante mi allontana da tutti.. mi faccio paura da sola…ho paura…perché questo sentimento cosi forte mi fa tanta paura e mi spinge a fare brutte figure.. a allontanare chi mi sta a cuore, sono una stupida, mi sembra di avere così tanto da dare eppure mi comporto come una stupida, aggredisco chi mi vuole accanto, cos’è che mi spinge a essere cosi malvagia…? Io vorrei essere come le mie amiche che giocano tanto e non si feriscono mai Io non voglio solo delle avventure o dei baci rubati in fretta …io voglio qualcuno con cui poter parlare che non mi prenda in giro, che sappia sognare insieme a me
Pertuccio - Caterina non aver paura, l’apparenza inganna ma poi non dura. Le tue amiche hanno bei vestiti ma niente sotto, sono solo delle bambole con troppo trucco…. Caterina , tu sarai più bella la mattina per chi ti avrà capita la sera prima, per quel ragazzo che non ha una bella moto ma il sorriso di chi sa il tesoro che gli hai dato.
L’ amore per avere valore non può essere soltanto di poche ore, tu saprai darti veramente quando troverai il vero amore, saprai come fare per tenerlo legato a te. Come un bel fiore lo innaffierai nella tua dolce terra lo trapianterai e lì germoglierà e poi sboccerà e non lo perderai mai .Un uomo fa tanto il duro e magari sembra cosi sicuro ma sotto sotto è come un bambino che cerca un cuore puro che vuole un amore vero.
Entrano con una valigia in mano e vestiti da viaggio Giulietta e Romeo, si guardano attorno circospetti e se ne vanno
Otello - Voglio sapere cosa dicono le carte dei miei, fedeli, infedeli traditori… cosa?
(una di noi gli porge le carte,lui le mescola e ce le rende)
Strega 1 - Mmm vediamo…sei molto autoritario
Strega 2 - E ti fai rispettare
Strega 3 – Certo se continui a comportarti cosi perderai molti amici!
Strega 1 – C’è qualcuno vicino a te, attento non fidarti troppo
Otello - Sciocchezze! Non mi servono amici, ma alleati. Voglio sapere di mia moglie
Strega 1 – Ti ama
Strega 2 – E’ fedele!
Strega 3 - Sembra che venga da lontano
Otello - E lontano se ne ritornerà, oddio che tormento, dovrà vedersela con me, deve sapere chi sono io veramente, lo capirà anche se non vuole (esce molto arrabbiato)
Strega 1 - Il diavolo ha il potere di comparire agli uomini in forme seducenti e ingannatorie, c’è un cattivo presagio che si prospetta attraverso le carte.
Ecate - Sangue chiama sangue, dicono. Si sa di pietre che hanno cambiato luogo, e alberi parlato. Presagi e segni colti dal volo di cornacchie o gazze o corvi hanno scovato il più rintanato assassino. A che punto è la notte?
Figlia 1 – Dovremo tornare
Figlia 2 – E' troppo tardi
Figlia 3 – Avevamo preso una decisione, e adesso...
Figlia 1 – Adesso cosa facciamo
Figlia 2 – Hai paura?
Figlia 1- No, solo che se non torniamo a casa dove andiamo?
figlia 3 – Dove? Ma il mondo ci aspetta, cosa credi se non ci prendiamo noi la nostra libertà pensi che ce la darà qualcuno?
Figlia 2 – Ne abbiamo già parlato cento volte
Figlia 3 - Non possiamo tirarci indietro adesso, o ce ne andiamo o non avremo mai la nostra indipendenza
Figlia 1 - E se invece tornassimo a parlarne con papà?
Figlia 2 – Papà??? Ma sei matta non vedi che più invecchia più diventa volubile
Figlia 3 – Prima stravedeva per te, poi ha cambiato idea e ora ce l'ha con tutte e tre,
Figlia 2 - I guasti dell'età
Figlia 3 - Credetemi, dobbiamo rimanere unite, pretende di essere autorevole ma in realtà è solo un povero vecchio che vuole impedirci di vivere la nostra vita
Figlia 1 – Volevo soltanto che considerassimo le cose da tutti i punti di vista
Figlia 2 – Ho capito quello che hai visto ieri sera ti ha spaventata
Figlia 1- Certo non è stato piacevole.....
Figlia 2 – Anche a me non è piaciuta la rissa e tutto il resto, ma il mondo non sarà tutto così. Troveremo veri amici, vedrai, la banda è come una famiglia, ci proteggeranno.
Fata 3 – Le recenti eclissi di sole e di luna non promettono niente di buono e qualunque spiegazione ne diano le scienze naturali la natura risente dei flagelli che sempre ne conseguono: affetti che si raggelano amicizie che scadono, fratelli in dissenso, sommosse in città, nei palazzi tradimenti, spezzato il vincolo tra padri e figli
Giornalista – E qui sta la stoltezza smisurata della gente, quando la nostra fortuna vacilla: per lo più in conseguenza della nostra fame insaziabile, diamo la colpa dei disastri al sole alla luna e alle stelle. Come se noi facessimo i prepotenti per cause di forza maggiore, come se fossimo stupidi per comandamento divino, furfanti ladri e traditori per prepotente influsso delle sfere celesti, adulteri bugiardi e ubriaconi per azione di certi raggi cosmici come se tutte le magagne che sono in noi ci provenissero da un divino influsso. Brillante scappatoia quella di mettere la nostra cupidigia a carico di qualche stella.
Lear – (Arriva dall'altra parte del palcoscenico)Adesso credo che ognuna di voi mi debba una spiegazione, voglio proprio sapere le motivazioni, mi avete mentito e io voglio sapere perché.
Figlia 1 – Cosa ci fai qui?
Lear – Credevi che vi avrei lasciate così, credevate veramente di potermi disubbidire in questo modo?
Figlia 3 – Sei nostro padre, è vero, ci avete allevate, amate, ma ora il percorso è nostro, dobbiamo poter seguire la nostra strada.
Figlia 2 – Ti vogliamo bene come si deve amare un padre, né più né meno, se tutte le nostre colpe stanno nel fatto che diciamo quello che sentiamo allora puniscici pure.
Figlia 1 – Siamo pronte ad andarcene se non avremo la possibilità di sceglierci la nostra vita
Lear – Tutti i misfatti di cui mi accusate sono veri, e anche di più, io appartengo al passato, la ruota ha compiuto il suo giro, è venuta la mia ora di tirarmi indietro, di lasciarvi spazio.
Scegliete la vostra vita, ma sappiate che un vecchio padre avrà sempre un angolo del suo cuore per voi.
Fata 4 – (entra con un foglio in mano leggendo) L'uomo deve aspettare con pazienza il suo momento di andarsene dal mondo come aspetta il suo momento per entrarci. Maturazione: è tutto.
Guildestern – Si tratta solo di fare le domande giuste e rivelare il meno possibile. E’ un gioco
Rosario – Poi ce ne andiamo
Guildestern – A ricevere le grazie che si convengono alla gratitudine di un re
Rosario – Mi suona bene. Cosa credi che si intenda con la parola gratitudine?
Guildestern – Che non dimentica gli amici
Rosario – Ti dispiacerebbe fare una stima?
Guildestern – Veramente è difficile a dirsi… alcuni re tendono all’amnesia, altri immagino, al suo contrario, qualunque cosa essa sia…
Rosario – Sì… ma ….
Guildestern - ….da elefante
Rosario – Non per quanto, ma … quanto…
Guildestern – Tenace… tenacemente ricorda e tenacemente risparmia. E’ un re di maestosa tenacia
Rosario – A cosa stai giocando?
Guildestern – Parole, parole, non abbiamo altro per andare avanti
Rosario – Non dovremo fare qualcosa di costruttivo?
Guildestern – Tu cosa avevi in mente? Una piramide umana senza spigoli?
Rosario – Potremmo andare
Guildestern – Dove?
Rosario – A cercarlo
Guildestern – Qui sa dove trovarci… se cominciamo ad andare in giro, ci inseguiremo e basta
Rosario – Veramente emozionante, mi sento come uno spettatore. La sola cosa che rende questo momento sopportabile è la convinzione irrazionale che da un momento all’altro salterà fuori qualche persona interessante
Rosario – Tu vedi nessuno?
Guildestern – No, e tu?
Entra Amleto, non vede nessuno, preso dai suoi pensieri si sistema in un angolo e inizia a parlare
Amleto – Essere, o non essere, questo è il problema, è forse più nobile soffrire, da soli, dentro di noi, in silenzio contro i colpi che ci infligge il destino, o combattere contro i dolori cercando di metterci fine? Morire, dormire forse, nient’altro. E se con quel sonno si riuscisse a calmare tutte le sofferenze che ci perseguitano durante la vita! Questa sarebbe una dolce conclusione. Morire , dormire, forse sognare. Questo è l’ostacolo più grande: perché nel sonno della morte, ogni cosa che potremmo sognare, anche se ci siamo liberati di ogni preoccupazione e sofferenza, proprio quei sogni ci faranno riflettere. E’ per questo che la sofferenza di ogni uomo in realtà non muore mai ! Sarebbe troppo facile, se un coltello, o una corda appesa al collo bastassero a portar via tutto.
Chi andrebbe contro le correnti del suo tempo, chi soffrirebbe fino a sanguinare per amore, chi sopporterebbe i torti dei potenti, degli oppressori o la presa in giro dei superbi? Chi si adatterebbe a svolgere cariche importanti e pesanti, a sudare sotto il peso di una vita dolorosa? Se non fosse questa paura, di un qualcosa dopo la morte, di quel territorio da cui nessuno è mai tornato indietro, che ci spinge e ci convince a sopportare le sofferenze piuttosto che rischiare di andare incontro ad altre, forse ancora peggiori, che neanche conosciamo. La nostra stessa coscienza ci rende vigliacchi, l’impeto naturale, l’istinto di ogni uomo è reso docile e addomesticato dalla gabbia dell’educazione, dalla cultura, e persino grandi idee o grandi imprese, a causa di questo scrupolo, cambiano strada e perdono il loro vero significato, arrivano a non essere più vere azioni. Che senso ha, perché sto qua, chi sono io. Questa notte l’ho vista lei, la morte, ma cos’è? Un terribile momento o un sonno dolce?
Giornalista È la crudele legge dell’amore. L’amore è vaporosa nebbiolina formata dai sospiri; se si dissolve, è fuoco che sfavilla scintillando negli occhi degli amanti, se è ostacolato, è un mare alimentato dalle lacrime degli stessi amanti. Che altro è ancora? Una follia segreta, un’acritudine che mozza il fiato, una dolcezza che ti tira su.
Caterina - Avevo un orgoglio gonfio, un cuore insolente e la mia ragione anche di più, sempre pronta a rispondere parola con parola, cipiglio con cipiglio, ma ora basta voglio spegnere questo orgoglio e aprire il mio cuore all’amore. La solitudine non fa per me, voglio essere corteggiata amata, è tempo di deporre le armi , è tempo di lasciarsi coinvolgere, è tempo di costruire. La mia arroganza non h più senso, troveremo insieme un futuro per tutti e due, e sarà come ce lo costruiremo, sarà il futuro che sceglieremo insieme ad accompagnarci nella vita.
Ecate – Vieni notte densa, ammantata nel fumo dell'inferno, non veda il mio occhio mortale la ferita che apre, né il cielo scruti attraverso le tenebre per gridare No, NO!
OTELLO UCCIDE DESDEMONA
Emilia: - Desdemona non aveva colpe, era innamorata di te Moro, era stata ripudiata da suo padre per causa tua. Ma lei pensava che in ogni pericolo ci sarebbe stato Otello a salvarla, ma no invece avrebbe dovuto guardarsi proprio da te Moro assassino.
Video desdemona
Fata 1 - Ci accorgiamo solo troppo tardi delle cose preziose che abbiamo posseduto, non ne capiamo il valore fino a che non le abbiamo più. Spesso le nostre avversioni, già deleterie a noi stessi, ci distruggono e poi piangiamo sulle loro ceneri. Otello, se Desdemona avesse potuto parlarti prima… Si è lasciata guidare da quello che tutti gli altri volevano da lei: una brava ragazza sottomessa al suo uomo. Ora, guardate, guardate tutti cosa è successo (indicando la scena di Desdemona e Otello morti) Perché proprio l’amore, deve far nascere il sentimento più brutto, la gelosia?
E mi chiedo, se si fosse opposta, e soprattutto se Otello si fosse reso conto che il traditore era Jago e non di certo Desdemona, la più fedele delle mogli.. tutto sarebbe andato diversamente. Perché l' amore è diventato un campo di battaglia? Perché Otello sei diventato un assassino? Che cosa hai fatto? Perché? Sono troppe le domande … tutto questo per amore? Potevate avere una vita splendida, insieme. Se ti avesse detto di stare zitto, e se si fosse opposta quando tu le dicesti di stare ferma, se avesse pensato che anche lei aveva voce in quella stanza da letto.
Chissà quante donne come lei hanno fatto questa fine? Bisogna avere coraggio e forza di andare avanti. Solo perché siamo donna, non vuol dire che si debba stare zitte.… e ora Otello sei contento di aver ucciso il senso della tua vita?
(guarda Otello ed esce)
Otello si guarda le mani ed esce.
Giornalista – (sfogliando un quotidiano) Tragedia della gelosia, omicidio suicidio, strangola la giovane moglie e poi si uccide. L’uomo in preda alla gelosia uccide la moglie credendo a un presunto tradimento, poi pentito cerca di uccidersi sparandosi con la sua pistola regolarmente denunciata. E’ accaduto nel quartiere …., l’uomo in preda a un raptus. La ricostruzione è avvenuta a seguito della testimonianza dell’amica della giovane sposa. Credeva che lo tradisse con l’amico…..,
personaggi di una comune commedia.... tragedia. Le storie, la vita di ogni personaggio, i suoi sentimenti. Ognuno di essi è un compagno, un amico, un semplice conoscente. Ognuno di essi ci lascia qualcosa dopo il suo passaggio. Le parole si scontrano, le vite si incontrano e creano nuove storie. Le ho trovate le storie che cercavo. Una nota in più a fondopagina, che segna, che qui, in queste strade è passato qualcuno. C'è ancora il rumore dei loro passi, l'eco dei loro ricordi. Sono come un ricordo impresso forte nel cuore. Sono le storie che cercavo, storie che vivono sole, storie che si nutrono di ciò che incontrano. Il tempo, non più fiume, ma susseguirsi di pozzanghere una dietro l'altra, continua incessante il suo scorrere
sfuma la musica e le luci calano lentamente sul giornalista che legge, tutti i personaggi entrano lentamente e si posizionano dietro di lui
sipario